Non saprei dire con esattezza quando sono diventata una mamma single.
Se è stato nel momento in cui il Covid ha impedito a mio marito di assistere alle ecografie e alla nascita di nostra figlia, compresi i primi giorni di vita in ospedale.
Se è stato nel momento in cui ha delegato a me pappa, bagnetto, nanna e cambio pannolino perché: «Smette di piangere solo se vai tu».
Se è stato nel momento in cui ha accettato quella promozione a lavoro, molto ben pagata, con conseguente trasferimento all’estero.
Non ci siamo trasferiti con lui perché sarebbe tornato a casa ogni weekend. Noi qui stiamo bene, la bambina frequenta l’asilo e ha già i suoi amichetti. Non l’avremmo mai allontanata dai nonni, dalla sua casa, dalle sue abitudini. È stata la scelta più giusta per lei.
Poi quei weekend sono diventati due al mese, perché il lavoro è tanto e i voli costano.
Adesso ci vediamo sempre a Natale e Pasqua – Covid permettendo – e un’intera settimana ad agosto. Comunque mi fa arrivare sempre un mazzo di fiori a casa il giorno del mio compleanno e il corriere citofona almeno una volta al mese per consegnarci un regalo per la bambina. Il giorno del suo compleanno poi la casa viene invasa da scatoloni marroni con dentro giocattoli di ogni tipo.
Non ci fa mancare nulla e noi gli facciamo sempre una videochiamata prima di andare a letto.
Passo le giornate con lo smartphone in mano, voglio immortalare ogni momento della vita della nostra bambina. Ho la memoria piena di foto e video che puntualmente mando a mio marito. Spesso risponde solo con degli smile, in fondo cosa c’è da dire davanti alla foto sfuocata di tua figlia che mangia una fragola ripresa da varie angolazioni o un video di tre minuti della bambina che gironzola per casa con la camicetta sporca mentre cerca di ripulirsi? Però so che gli fa piacere ricevere questi sprazzi di giornata e che guarda tutto. Magari di fretta e velocizzando i video, ma tutto ciò che gli invio risulta visualizzato.
Io non lavoro, per scelta. Mio marito ha sempre guadagnato abbastanza per tutti e con i miei orari da cameriera sarebbe stato complicato gestire la famiglia. E a quel prezzo… il gioco non vale la candela.
Quando la bambina è all’asilo ne approfitto per sistemare la casa, fare le lavatrici e preparare dolci. Nostra figlia non è molto golosa, io nemmeno, però è un modo come un altro per passare il tempo. Spesso invito mia madre da noi e ci mangiamo una fetta di torta in compagnia scambiandoci qualche consiglio da donne. Lei mi racconta sempre che anche il papà era spesso fuori per lavoro quando io e mio fratello eravamo piccoli, infatti non ho molti ricordi legati a lui. I tempi erano diversi rispetto a oggi, niente smartphone e niente videochiamate. Adesso che il papà è in pensione invece è a casa tutto il giorno a guardare la tv, e mia madre rimpiange i momenti in cui poteva starsene da sola a fare ciò che voleva. Dice che mi invidia e che in una coppia stare vicini significa solo aumentare le probabilità di litigare. Per questo oggi ci sono tanti divorzi. Troppe chiamate, troppi messaggi… zero libertà.
Non so se sia vero o meno, in fondo io e mio marito abbiamo vissuto nella stessa casa per talmente poco tempo che mi è difficile ricordare come sia avere un uomo sotto il mio stesso tetto. Sono però sinceramente convinta che avendo mia figlia non mi manca nulla.
Lei non mi dà alcun tipo di problema: si lascia spazzolare i capelli, gioca da sola con le bambole che le regala il papà e se ne sta tranquilla senza fare capricci. A volte mi sembra più grande della sua età. Non è una bambina agitata e in realtà ha sempre un piccolo broncio sul viso, ma è solo la sua espressione. Credo che in fondo sia felice.
La sera va a letto presto, quindi per me è impossibile uscire con le amiche. Però ci teniamo spesso in contatto con le solite chat. Nei momenti di noia mi invento qualunque cosa pur di avere compagnia e faccio domande tipo: «Cosa si butta oggi?» o «Sapete come sarà il tempo domani?». Non mi interessa realmente la risposta – o meglio, potrei benissimo cercarmela da sola – ma ogni tanto mi viene voglia di qualche contatto umano.
Credo che alcune di loro se ne siano accorte e malignamente mi hanno suggerito di trovarmi un amante. Ci ho pensato a volte, ma non credo avrei il tempo di gestirlo. E poi ho sempre con me la bambina, tranne quando la lascio all’asilo. E un ipotetico amante suppongo che durante quelle ore sarebbe a lavoro.
Ma è una cosa a cui non ho mai pensato seriamente, e certamente non l’ha fatto neanche mio marito – altra malignità suggerita dalle mie amiche. Quando si è trasferito viveva in un piccolo appartamento con altri colleghi, ma da qualche mese si è trasferito da solo in un monolocale. Dice che aveva bisogno dei suoi spazi e guadagna abbastanza da non dover dividere le spese con nessuno. Sicuramente soffre la solitudine più di me.
Mi ha promesso che un giorno tornerà. Chiederà un trasferimento e potremo vivere di nuovo tutti insieme, ma i tempi non sono ancora maturi. Forse, tra qualche anno…
Io lo aspetterò.
Nel frattempo, resto qui con la bambina. Una perfetta mamma single.