C'era una bozza Esperimenti di mitomania

Evolvetevi

E

Che la scuola faccia schifo è risaputo. No, dai, seriamente; avete mai sentito qualcuno dire: «Oh, quanto mi piace andare a scuola!»? Io mai.

La mattina ti devi svegliare presto. E chi è che ce ne ha voglia dopo una notte passata su Twitch? Devi sorbirti cinque ore barbosissime con quei so-tutto-io che pensano di insegnarti le cose importanti della vita. Utilissima la matematica… prima dell’invenzione della calcolatrice. Quasi quanto la geografia… se esistesse ancora gente che non usa Google Maps.

Cioè, evolvetevi. Internet, motore di ricerca… avete presente? Se ho uno smartphone e una connessione – e ce li hanno tutti – cosa me ne può fregare di tutto quello che insegnano a scuola?

Compiti il pomeriggio non ne ho mai fatti e mai li farò, tanto basta alzare il pugno verso il secchioncello di turno. Alle interrogazioni ho sempre fatto scena muta, ovviamente prima dell’avvento di Zoom. Da quando le lezioni sono online mi basta attaccare due foglietti accanto allo schermo. I professori se ne accorgono che sto leggendo, ma che mi frega? Non possono dimostrarlo. Non mi interessa alzare la media, mi interessa solo prenderli in giro, come quando tengo accesa la videocamera ma sono ancora in pigiama sotto le coperte. E quei rumorini che faccio sentire attraverso il microfono? I miei compagni ridono di brutto.

La mia unica passione sono i videogiochi e mi guadagnerò da vivere con quelli. Cioè, c’è gente che mi paga per stare seduto al pc a fucilare i miei avversari, e io dovrei perdere tempo con la scuola? Mi sono fatto una buona reputazione e le mie ore di gioco giornaliere superano quelle che dedico a qualunque altra attività: è un lavoro ormai.

Il Covid è arrivato come una manna dal cielo: finalmente posso starmene rintanato in camera mia. Quei rompi dei miei genitori li vedo solo quando esco per andare in bagno e ripulire frigo e dispensa. Se bussano alla mia porta non li sento: o sto dormendo oppure ho le cuffie nelle orecchie.

Pensano che dovrei dedicarmi a qualcosa di più costruttivo, impegnarmi nello studio, trovare un lavoro vero… per poi ritrovarmi a 50 anni come loro: mio padre sicuro c’ha l’amante e sgobba come un mulo per soddisfare il suo capo; mia madre è una povera frustrata che passa il tempo a distribuire volantini per la parrocchia e cibo ai poveracci del paese.

Sono arrivati addirittura a minacciarmi: se anche quest’anno mi bocciano a scuola, non mi pagano la patente. Poco male, ho già guidato diverse volte senza patente e nessuno sbirro mi ha mai fermato. Quando ancora si poteva uscire, a volte di notte prendevo la loro auto e mi facevo un giro per cercare qualche ragazza interessante. Per sfogarmi un po’, sapete. Quelle accompagnate dalle amiche di solito non ci stavano, quelle sole le circuivo con un drink e capitolavano. Ne ho fatte di cose nell’auto dei miei… la guida senza patente dovrebbe essere l’ultimo dei loro problemi.

Da quando c’è il Covid le ragazze le trovo online, facciamo una cosa veloce tra una sessione di gioco e l’altra e non devo nemmeno pagare da bere. E non mi dicono di no neanche se sono con le amiche, anzi, più sono e più le cose si fanno interessanti.

Penso che la vita debba essere divertimento e basta, non studio, studio e studio per andare a elemosinare qualche spicciolo dietro le porte dei vecchi con la cravatta. Io non lecco i piedi a nessuno e non lo farò mai.

Cioè, evolvetevi. Viviamo nel futuro e il futuro è online. Posti una foto e guadagni i milioni. Se come me sai giocare ai videogiochi, guadagni e ti diverti pure. E se non sei capace di fare né una cosa né l’altra, allora crei lo scandalo. Gli scandali piacciono a tutti, attirano gli imbecilli come la luce attira gli insetti.

Ti fai mettere incinta a tredici anni, tradisci la tua ragazza con la sua migliore amica, dai fuoco al rifugio di un barbone, prendi a calci un gatto… e poi come va a finire? Tutti vogliono saperlo, tutti vogliono sempre sapere come va a finire. E ti seguono come un leone insegue la gazzella. E crei dipendenza, e non possono fare a meno di te. E diventi un idolo e ti pagano, ti pagano per vedere fin dove puoi arrivare.

Io l’ho capito. Io non sarò mai come i miei genitori. Sono più furbo e passerò la vita a divertirmi e basta.

Evolvetevi.

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