C'era una bozza Esperimenti di mitomania

Cosa ho fatto?

C

Mamma e papà mi hanno messo in punizione. Non so se è perché faccio i capricci per lavarmi, per aver colpito Kyra troppo forte con la palla o per aver fatto cadere un libro staccando la copertina. O forse per tutte queste cose messe insieme. Ma non l’ho fatto apposta. Tranne i capricci per lavarmi, quello proprio non lo sopporto. L’acqua non è mai della giusta temperatura e la schiuma negli occhi mi brucia troppo.

Comunque, un giorno all’improvviso mi hanno messo in punizione e adesso non posso più andare all’asilo. Mi piaceva giocare con i miei amici, soprattutto con Tommy, e anche la maestra era abbastanza simpatica, non mi sgridava quasi mai. Facevamo sempre tanti disegni e se sporcavo il banco con i colori il giorno dopo tornava pulito. Anche a casa ci sono i colori, ma non ho più voglia di usarli perché se macchio il tavolo mamma si arrabbia e si lamenta che passa la giornata a pulire i miei disastri.

Papà non c’è quasi mai perché lavora, mamma invece ha cominciato a lavorare da casa. Che bello, così possiamo passare più tempo insieme! Io vorrei giocare con lei perché da solo dopo un po’ mi annoio, ma lei dice che non ha tempo. Qualche volta sono così dispiaciuto che mi viene da piangere e lei allora mi sgrida e si chiude a chiave nello studio perché con tutto quel chiasso non riesce a concentrarsi. Ah, a proposito di chiasso. Mi ha tolto tutti i giochi che facevano rumore, dice che in questi giorni non posso usarli.

Mi permette di guardare i cartoni animati però. Dice che così almeno non disturbo. Di solito quando sono in punizione dice che non posso vederli, invece questa volta è il contrario. Poi la sera mi sgrida perché sono stato tutto il tempo davanti alla tv.

Quando papà torna a casa non mi saluta più come prima. È anche lui arrabbiato con me. Niente baci e niente giochi. Si chiude in bagno e fa una doccia lunghissima, poi mette il pigiama e dopo cena andiamo subito a dormire perché mamma e papà sono stanchi. Una notte mi sono svegliato per fare la pipì e ho scoperto che papà e mamma non dormono più insieme. Lui dorme da solo sul divano.

La domenica chiedo sempre a mamma se possiamo andare sulle giostre, ma lei mi risponde di no. Qualche volta è perché piove, ma anche quando c’è il sole mi dice che non possiamo uscire. In effetti non mi porta più neanche a fare la spesa, che era una cosa che mi piaceva molto. Però domani è il mio compleanno e sono contento perché riceverò la macchinina telecomandata che desideravo tanto; spero di poterla usare nel giardino.

Oggi è il mio compleanno. Papà non è andato a lavorare! Mamma mi ha preparato la torta e non vedo l’ora che sia pomeriggio per festeggiare. Mi sveglio presto dal mio riposino pomeridiano e corro in sala: sono certo che saranno tutti lì ad aspettarmi! E invece non c’è nessuno. Gli altri anni venivano sempre i nonni, gli zii e i cuginetti. Mamma dice che quest’anno non ci saranno, ma che quando mangiamo la torta possiamo fare una telefonata tutti insieme e mi canteranno Tanti auguri a te.

Perché non sono voluti venire al mio compleanno? Ho fatto arrabbiare anche loro? Qualche volta litigo con i miei cuginetti, ma i nonni e gli zii non mi hanno mai sgridato. Credevo mi volessero bene e invece non vengono più a trovarmi. Neanche il giorno del mio compleanno! Perché nessuno vuole più stare con me? Che cosa ho fatto?

Papà mi ha detto che non avrò nemmeno il mio regalo perché non ha potuto comprarlo. Dice che i negozi sono chiusi, ma io so che non è vero perché chiudono solo la notte e la domenica. La torta di mamma era molto buona, ma questo compleanno è stato molto triste.

I miei pisolini il pomeriggio si sono allungati. Vado a dormire dopo pranzo e mi sveglio poco prima di cena. So che così mamma è più contenta perché non la disturbo mentre lavora e infatti ultimamente mi sembra meno nervosa del solito. Addirittura una domenica mi dice di correre a mettere le scarpe perché possiamo uscire a fare una passeggiata nel giardino sotto casa! Finalmente sembra avermi perdonato, forse non sono più in punizione! Indosso per la prima volta i miei sandaletti e torno di là, mamma mi sta aspettando vicino alla porta. Sono così felice che l’abbraccio e le dico che le voglio bene. Non riesco a vedere l’espressione del suo viso, ma mi accorgo di aver sbagliato di nuovo perché lei prende un pezzo di carta e me lo mette davanti alla bocca per farmi stare zitto.

«Devi mettere questa per uscire.» Cosa ho fatto? Perché non mi vogliono più bene?

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